VILLA ZANELLI – SAVONA (SV) – LA NOSTRA VISITA, 14/10/2015

LA STORIA

Questa splendida struttura si trova a Savona, lungo la spiaggia del quartiere di Legino, ed è universalmente riconosciuta come uno dei più begli esempi di Liberty in Italia.  Purtroppo attualmente versa in stato di abbandono nonostante i numerosi tentativi di recupero sviluppate dalle varie amministrazioni regionali e comunali nel corso degli anni.

La villa fu voluta e fatta edificare nel 1907 dal capitano Nicolò Zanelli, ed è circondata da un grande giardino in comunicazione col mare. Appartenne alla famiglia Zanelli fino al 1933, per essere venduta al comune di Milano che la trasformò in campeggio e colonia internazionale. Durante la seconda guerra mondiale venne adibita a campo ospedaliero (sono ancora visibili le tracce delle croci rosse sulle pareti esterne), in particolare sulla torre.

Dal 1967 diventa, grazie alla regione, struttura utilizzata dall’USL per il trattamento dei cardiopatici, ma nel 1998 il crollo di una parte dell’edificio impone la chiusura dell’attività ospedaliera per ragioni di sicurezza, rimanendo in attesa di un restauro. Da allora la villa versa in stato di completo abbandono.

La Villa è stata oggetto di interesse per gli appassionati del paranormale, perché sono circolate sul web delle notizie circa l’avvistamento, in alcune occasioni, di una figura luminosa sulla torretta.

LA NOSTRA VISITA

Siamo arrivati davanti alla villa e sbirciando dalle inferriate abbiamo potuto ammirare la bellissima facciata principale, che è quella che dà sulla strada. Come dicevamo è in stile liberty ed ha quella lussuosità inquietante tipica di questo stile specialmente quando si trova in edifici abbandonati. Girando intorno al muro di cinta, siamo arrivati alla spiaggia, dalla quale abbiamo potuto visitare anche il lato posteriore della villa. Questo lato della villa è ancora più imponente è più inquietante, se non altro per la visione delle splendide vetrate completamente ridotte in pezzi. Davanti al muro di cinta nella spiaggia libera, c’era un pezzo di spiaggia circondato da una fettuccia bianca e rossa come se all’interno vi fosse successo qualcosa di pericoloso visto che non c’erano segni di scavi o di lavori. Guardando bene la casa, ci accorgiamo che nella torretta si vede l’enorme Croce Rossa sbiadita dal tempo, riprova dell’utilizzo della villa come struttura medica durante il tempo di guerra.  Concentrandosi, comincia a formarsi nella mente di Susy la figura di un uomo di statura molto grande e dotato di un portamento elegante e marziale: “La sensazione che ho avuto è che si trattasse di uno psicopompo, ovvero di una entità con il compito di accompagnare le anime verso la loro destinazione dopo il trapasso”. La storia di questa villa sembra avvalorare la tesi di una presenza di questo tipo: luogo di cura e presumibilmente di decessi, non è impossibile che tra queste mura non sia rimasta una forma di energia “positiva”, magari qualcuno che in vita si occupava del conforto dei malati terminali (prete, infermiere, dottore?).

Non abbiamo potuto effettuare ricerche all’interno della struttura in quanto chiusa e di proprietà privata. Dalla documentazione raccolta,  non è emerso niente di particolarmente evidente.

CA’ DELLE ANIME – Voltri (GE) – LA NOSTRA VISITA, 10/09/2015

LA STORIA

La Ca’ delle Anime è una casa che si trova nelle alture sopra Voltri, in provincia di Genova. La sua triste fama è dovuta al fatto che secondo una leggenda, nel Medioevo fosse una locanda, trovandosi in un passo molto frequentato da mercanti, pellegrini e semplici viandanti. I locandieri però erano delle persone tutt’altro che raccomandabili, e pensarono bene di arricchirsi derubando ed uccidendo i malcapitati clienti che si fermavano a pernottare. La fama della locanda divenne tale che vennero svolte delle indagini, in seguito alle quali furono rinvenuti dei cadaveri sepolti nei campi sottostanti alla locanda stessa. I proprietari furono imprigionati e la locanda rimase disabitata per molti decenni. la popolazione si teneva alla larga da quel posto, in quanto lo ritenevano maledetto. Solo nel secondo dopoguerra, una famiglia di sfollati che non aveva altro posto dove rifugiarsi, decise di abitare nella Ca’ delle Anime. subito iniziarono ad accadere cose molto strane: gli oggetti si spostavano da soli, venivano scagliati contro le pareti, e si sentivano voci, grida e lamenti provenienti dalle stanze precedentemente adibite a camere degli ospiti della locanda. L’apice del terrore si compì quando alla esterrefatta famiglia si presentò una giovane dichiarando di essere alla ricerca dell’amante ucciso dai locandieri. Dopo aver capito che non poteva più ritrovare il suo amato, la ragazza scomparve lasciando dietro di sé un odore di rose.  Inutile dire che la famiglia fuggì da quella casa e non vi fece più ritorno.

Alcuni anni fa, è stato girato dalla Rai un breve servizio sulla Ca’ delle Anime, per la trasmissione “Fatti strani di Gente comune”. Ebbene, alla fine del filmato, quando viene aperta una finestra, compare per pochi attimi una figura evanescente, dalle sembianze di una donna.

E non è un caso che sia stata vista in quella finestra, come vedremo più avanti. Questo è il servizio della Rai.

LA NOSTRA VISITA

Le Ca’ delle Anime si trova in via dei Giovi sulle alture di Voltri, ma non è facile da trovare. Inoltre la strada per arrivarci è molto stretta e difficilmente ci si scambia con le altre vetture. Quando abbiamo imboccato la strada per salire verso la casa, usavamo il navigatore del telefono cellulare per  localizzare esattamente il posto. Mentre salivamo per quelle stradine e quelle curve secche, ero quasi sicuro di avere sbagliato strada, pertanto ci siamo fermati per controllare esattamente l’indirizzo che avevamo inserito nel navigatore. In quel momento è successa una cosa veramente strana: lo schermo del cellulare è impazzito, e si è bloccato Mostrando una serie di pixel e di quadrati colorati senza senso. Il tutto è durato forse 2 secondi, poi il telefono si è spento. in quel momento, Susy ha percepito qualcosa. ha riacceso il telefono e mi ha detto: “gira quella curva…”.  Ho rimesso in moto la macchina e ho effettuato la curva. Davanti a noi, sul lato sinistro della strada si trovava la famigerata Ca’ delle anime. La prima cosa che

La inconfondibile facciata della Ca’ delle Anime

abbiamo notato era lo stato di recentissima ristrutturazione, anzi ancora stavano effettuando dei lavori, ed erano presenti sia delle persone, presumibilmente gli abitanti, che degli operai. Sul lato destro della strada, erano presenti molti recinti per i cani che hanno accolto l’arrivo della nostra auto con poca simpatia, abbaiando per tutto il tempo. Abbiamo deciso di non fermarci nelle vicinanze della casa, e di proseguire per alcune decine di metri. Abbiamo parcheggiato l’auto in  un piccolo spiazzo sulla sinistra e ci siamo avvicinati a piedi. la sensazione che abbiamo provato già nelle prossimità della casa, era di inquietudine. Indubbiamente quel luogo emana una forte energia negativa. Non abbiamo potuto avvicinarci più di tanto perché come detto il posto era presidiato da molte persone, e non volevamo disturbare. Abbiamo osservato la casa ed effettuato delle foto, poi siamo tornati verso l’automobile. ci siamo fermati ad una staccionata per decidere il da farsi, ed in quel momento Susy avvertito dietro di sé un qualcosa di indefinibile, seguito da un forte odore di fiori (ci siamo assicurati che nelle vicinanze non c’erano assolutamente fiori) e poco dopo si è sentita afferrare per un braccio.  Non era solo una sensazione, in quanto nelle foto si vedono chiaramente le impronte delle dita sul braccio. Siamo rimasti in attesa di vedere gli sviluppi di quella insolita situazione, e quando la presa si è allentata, siamo tornati verso l’automobile. Ci è subito venuta in mente la ragazza, e la sua apparizione spesso associata all’ odore di rose.

Passando  davanti alla casa abbiamo fatto altre foto dal finestrino. in una di queste foto avevo inquadrato una finestra,  e nella parte in basso a sinistra del vetro si nota una anomalia. Analizzando la foto, sembra emergere un volto con una espressione tutt’altro che rassicurante. Ebbene, la finestra è la stessa nella quale comparve la figura evanescente nel servizio della Rai.

Di seguito, le elaborazioni della finestra nella quale abbiamo rilevato l’anomalia: