IL PRIMO LIBRO SULLA STORIA DI POVEGLIA

POVEGLIA Tra storia, verità e leggenda.

Per la prima volta, in un libro, è stata ricostruita la vera storia dell’isola di Poveglia, dall’alba dei tempi fino ad oggi. La storia, le leggende e le verità anche scomode, raccolte in un unico volume.

In due anni di ricerca, abbiamo scattato centinaia di foto, girato ore di audio e video. Ogni scoperta portava delle ulteriori sorprese. Le leggende più oscure sull’isola perdevano consistenza, ma si formavano nuove forme di interesse. Qualcuno ci ha accolti. Qualcuno si è rivolto a noi supplicando. Qualcuno si è confidato.

L’isola non è abbandonata, non nella accezione comune del termine.

Scoprite assieme a noi, chi dall’isola non se n’è mai andato. Guardate le loro immagini. Ascoltatene le voci.

 

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Chi siamo. Anzi: cosa vogliamo.

Ognuno di noi conosce almeno una persona dotata di particolari doni. La capacità di guarire un orzaiolo con l’ago e il filo di lana, di “guarire i bachi”, di togliere malie e invidie recitando antiche cantilene. E indovinare i mesi più piovosi osservando dodici bucce di cipolla lasciate a seccare nell’aia, trovare il punto esatto dove scavare un pozzo o dove non fare l’orto. E nella cultura popolare esistono posti in cui la notte si evita di passare, e di giorno, se proprio ci si deve passare, ci si fa il segno della croce. Perché in quel posto, “ci si vede” o “ci si sente”. Perché li, le “ombre” senza pace si palesano e domandano clemenza al viandante. Storie di fantasmi, di cavalieri, di anime inquiete.

La nostra generazione ha vissuto queste cose in prima persona. Erano i nostri nonni che ce le raccontavano o che ci mostravano rituali e luoghi magici. Siamo cresciuti con la TV e lo zolfo lasciato scaldare sul fuoco prima di essere disciolto nel’acqua previa recitazione della formula che si tramandano le persone prescelte, la lettura di Focus e delle “Novelle della Nonna” di Emma Perodi, in cui si narrano le storie dei cavalieri morti a Campaldino e delle loro anime erranti. Guardiamo lo Space Shuttle che rientra dallo spazio e quando passeggiamo in campagna, a quel bivio ci guardiamo intorno perché la nostra nonna li si faceva il segno della croce ed accelerava il passo.

Noi siamo la fortunata generazione che è l’anello di congiunzione tra il passato ed il futuro, quindi. Conosciamo ambedue i mondi. Il passato con le sue leggende ed il presente. Abbiamo dalla nostra parte la conoscenza “diretta” degli avvenimenti, ne conosciamo il valore e siamo consci del fatto che abbiamo il dovere di divulgare questa storia affinché non vada perduta.

Ognuno di noi ha deciso di portare la propria passione e la propria capacità e competenza tecnica in questo progetto.

La catalogazione dei fenomeni, degli avvenimenti, dei personaggi storici e delle località attraverso dei computer. La ricerca e l’analisi storica comparata delle “leggende” attraverso ricerche effettuate su internet. Ma soprattutto la ricerca sperimentale e strumentale sul posto. Per noi è diventato normale effettuare sopralluoghi nei posti dove la legenda vuole che si manifestino i fantasmi di una antica battaglia, armati a nostra volta di strumenti che potenzino i sensi che madre natura ci ha donato. Misuratori di variazione di campo magnetico, fotocamere e videocamere ad ampio spettro, registratori analogici e digitali per dimostrare le tesi dei nostri vecchi. Ed è diventato normale ottenere dei risultati strabilianti in ognuna delle nostre esplorazioni, con lo stupito beneplacito di persone al di sopra di ogni sospetto quali periti forensi, esperti storici, studiosi di chiara fama.

Il nostro obiettivo principale è qualcosa che finora non è stato mai affrontato in maniera seria e scientifica.

Immagini distinte delle “ombre” di cui sentivamo parlare da piccoli. La registrazione audio delle voci nei posti in cui “ci sentivano”. Non sono un qualcosa che andremo a cercare: sono qualcosa che abbiamo già ottenuto.

Dalla leggenda alla sua dimostrazione scientifica. Nel mezzo, un punto interrogativo: c’è chi lo chiama “dio”, chi lo chiama “natura”. Noi semplicemente lo chiamiamo “energia”.

L’INIZIO IN UN BRIVIDO

Una sensazione strana, come quando ci si sente osservati. Una sorta di brivido che percorreva il mio corpo quando mi trovavo a passare per un determinato punto della mia abitazione. Tutto ciò che stiamo vivendo in questi mesi turbolenti, si può dire che abbia avuto origine da questa singolarità. imageIl mio essere razionale faceva ricadere questa sensazione con qualche fenomeno elettrico o energetico. La presenza di una cassetta di derivazione nella parete vicina mi dava sicurezza in tal senso. Gli studi compiuti mi rimandavano ai “flussi ordinati di elettroni liberi”.

Alla luce attuale dei fatti, posso solo dire che avevo indovinato per metà. Di energia si trattava. Ma non quella che pensavo io.

Da quel momento, le mie certezze di essere razionale invece di crollare, si ampliarono.
Con l’esperienza dei fatti vissuti anche nella mia infanzia come scudo, mi sono trovato a vivere questa avventura.

Che si proceda allora! Armati di scienza, tradizione ed incoscienza!