CA’ DELLE ANIME – Voltri (GE) – LA NOSTRA VISITA, 10/09/2015

LA STORIA

La Ca’ delle Anime è una casa che si trova nelle alture sopra Voltri, in provincia di Genova. La sua triste fama è dovuta al fatto che secondo una leggenda, nel Medioevo fosse una locanda, trovandosi in un passo molto frequentato da mercanti, pellegrini e semplici viandanti. I locandieri però erano delle persone tutt’altro che raccomandabili, e pensarono bene di arricchirsi derubando ed uccidendo i malcapitati clienti che si fermavano a pernottare. La fama della locanda divenne tale che vennero svolte delle indagini, in seguito alle quali furono rinvenuti dei cadaveri sepolti nei campi sottostanti alla locanda stessa. I proprietari furono imprigionati e la locanda rimase disabitata per molti decenni. la popolazione si teneva alla larga da quel posto, in quanto lo ritenevano maledetto. Solo nel secondo dopoguerra, una famiglia di sfollati che non aveva altro posto dove rifugiarsi, decise di abitare nella Ca’ delle Anime. subito iniziarono ad accadere cose molto strane: gli oggetti si spostavano da soli, venivano scagliati contro le pareti, e si sentivano voci, grida e lamenti provenienti dalle stanze precedentemente adibite a camere degli ospiti della locanda. L’apice del terrore si compì quando alla esterrefatta famiglia si presentò una giovane dichiarando di essere alla ricerca dell’amante ucciso dai locandieri. Dopo aver capito che non poteva più ritrovare il suo amato, la ragazza scomparve lasciando dietro di sé un odore di rose.  Inutile dire che la famiglia fuggì da quella casa e non vi fece più ritorno.

Alcuni anni fa, è stato girato dalla Rai un breve servizio sulla Ca’ delle Anime, per la trasmissione “Fatti strani di Gente comune”. Ebbene, alla fine del filmato, quando viene aperta una finestra, compare per pochi attimi una figura evanescente, dalle sembianze di una donna.

E non è un caso che sia stata vista in quella finestra, come vedremo più avanti. Questo è il servizio della Rai.

LA NOSTRA VISITA

Le Ca’ delle Anime si trova in via dei Giovi sulle alture di Voltri, ma non è facile da trovare. Inoltre la strada per arrivarci è molto stretta e difficilmente ci si scambia con le altre vetture. Quando abbiamo imboccato la strada per salire verso la casa, usavamo il navigatore del telefono cellulare per  localizzare esattamente il posto. Mentre salivamo per quelle stradine e quelle curve secche, ero quasi sicuro di avere sbagliato strada, pertanto ci siamo fermati per controllare esattamente l’indirizzo che avevamo inserito nel navigatore. In quel momento è successa una cosa veramente strana: lo schermo del cellulare è impazzito, e si è bloccato Mostrando una serie di pixel e di quadrati colorati senza senso. Il tutto è durato forse 2 secondi, poi il telefono si è spento. in quel momento, Susy ha percepito qualcosa. ha riacceso il telefono e mi ha detto: “gira quella curva…”.  Ho rimesso in moto la macchina e ho effettuato la curva. Davanti a noi, sul lato sinistro della strada si trovava la famigerata Ca’ delle anime. La prima cosa che

La inconfondibile facciata della Ca’ delle Anime

abbiamo notato era lo stato di recentissima ristrutturazione, anzi ancora stavano effettuando dei lavori, ed erano presenti sia delle persone, presumibilmente gli abitanti, che degli operai. Sul lato destro della strada, erano presenti molti recinti per i cani che hanno accolto l’arrivo della nostra auto con poca simpatia, abbaiando per tutto il tempo. Abbiamo deciso di non fermarci nelle vicinanze della casa, e di proseguire per alcune decine di metri. Abbiamo parcheggiato l’auto in  un piccolo spiazzo sulla sinistra e ci siamo avvicinati a piedi. la sensazione che abbiamo provato già nelle prossimità della casa, era di inquietudine. Indubbiamente quel luogo emana una forte energia negativa. Non abbiamo potuto avvicinarci più di tanto perché come detto il posto era presidiato da molte persone, e non volevamo disturbare. Abbiamo osservato la casa ed effettuato delle foto, poi siamo tornati verso l’automobile. ci siamo fermati ad una staccionata per decidere il da farsi, ed in quel momento Susy avvertito dietro di sé un qualcosa di indefinibile, seguito da un forte odore di fiori (ci siamo assicurati che nelle vicinanze non c’erano assolutamente fiori) e poco dopo si è sentita afferrare per un braccio.  Non era solo una sensazione, in quanto nelle foto si vedono chiaramente le impronte delle dita sul braccio. Siamo rimasti in attesa di vedere gli sviluppi di quella insolita situazione, e quando la presa si è allentata, siamo tornati verso l’automobile. Ci è subito venuta in mente la ragazza, e la sua apparizione spesso associata all’ odore di rose.

Passando  davanti alla casa abbiamo fatto altre foto dal finestrino. in una di queste foto avevo inquadrato una finestra,  e nella parte in basso a sinistra del vetro si nota una anomalia. Analizzando la foto, sembra emergere un volto con una espressione tutt’altro che rassicurante. Ebbene, la finestra è la stessa nella quale comparve la figura evanescente nel servizio della Rai.

Di seguito, le elaborazioni della finestra nella quale abbiamo rilevato l’anomalia:

VALLE CHRISTI – Rapallo (GE)

La Storia

Gli splendidi ruderi del Monastero e dell’Abbazia di Valle Christi, sono situati tra le colline di Rapallo, nella frazione di San Massimo. Il campanile cuspidato, con archetti e trifore nella cella campanaria, si erge ancora intatto, sugli archi gotici delle volte crollate e sull’abside e il transetto, unici elementi ancora rimasti in piedi. Le rovine emergono in una piccola valle verdeggiante, in un ambiente ricco di grande suggestione, avvolte in un’atmosfera sospesa nel tempo, che riporta alla mente la solitudine ed i misteri degli ordini di clausura medioevali.

Il monastero venne fondato nel 1204 sulla proprietà donata all’arcivescovo da Tibe e Altilia De Mari. L’abbazia, costruita in stile gotico francese e composta di un’unica navata, appartenne prima alle monache Cistercensi e quindi alle Clarisse di Sant’Agostino.
Nel 1568, con bolla papale di Pio V, il monastero fu sconsacrato e, una volta abbandonato dalle religiose, venne utilizzato ad uso abitativo e agricolo. Da qui la fine, in quanto il decadimento delle strutture permise agli abitanti di usare il pietrame per costruzioni abitative.

La Leggenda e la nostra visita

La leggenda che si racconta su questo monastero parla di una suora che si era innamorata di un pastore. Quando rimase incinta dell’uomo per punizione venne murata viva nei sotterranei del monastero. Si dice che di notte spesso si sentano ancora i suoi lamenti. Quando siamo arrivati sul posto siamo rimasti subito molto colpiti dalla bellezza delle Rovine del monastero dopo aver girato un po’ ed aver scattato molte foto ho sentito come un richiamo dalla parte opposta alla chiesa dopo il giardino. Siamo andati fino a lì e mi sono fermata in un punto dove sentivo una sensazione strana, anche Alessandro sentiva qualcosa. Abbiamo acceso il misuratore di EMF ed abbiamo rilevato la lettura più bassa in assoluto: è arrivato a scendere fino a 11 milligauss, ma come lo spostavamo di pochi centimetri tornava subito su livelli normali. Alessandro ha avuto l’istinto di costruire una croce con due bastoncini trovati lì per terra e l’ha poi depositata nel punto del calo magnetico che improvvisamente è risalito, dandoci la sensazione che le cose fossero tornate in un certo equilibrio.

Villa “La Rondinella” – Buonconvento (SI)

LA LEGGENDA DELLA RONDINELLA.

La documentazione esistente sulla Rondinella, la descrive come uno dei posti più infestati della Toscana, se non dell’Italia intera. La villa si trova a pochi chilometri da Buonconvento, in Provincia di Siena, lungo la Via Cassia.

Una sintesi delle notizie che si trovano sulla villa:

E’ disabitata da anni e si dice che sia infestata da fantasmi, che non vogliono farci abitare nessuno. La villa e’ stata costruita da Luigi Saverio Ricci ai primi del novecento, per la precisione nel 1910. Ricci sembra aver voluto progettare e costruire quella villa con affetto ed amore, cercando di
WhatsApp Image 2016-08-02 at 23.03.36non trascurare neppure i minimi dettagli per renderla decisamente perfetta. La villa si trova sulla Cassia, sulla quale per accedervi bisogna passare da un cancello verde con una strada con il fondo d’erba, oppure dall’entrata secondaria anch’esso chiuso da un cancello con una strada fatta di ghiaia. Arrivati, sopra al portone si legge una scritta di benvenuto “Salve”. Quando Ricci scomparve la Rondinella si trasformò in un luogo d’incontri clandestini per un giuramento che aveva fatto egli in vita, e da qui nacque il mito della piccola villa rafforzato anche da una donna disegnata nella facciata centrale. Dal dopoguerra la Rondinella comincia a diventare luogo di leggende. La prima storia che vi nasce è quella di un camionista che dopo aver dato un passaggio ad una signora, la invita a bere un caffè nella villa. Parlando il camionista versa il caffè sul divano. Il giorno dopo il camionista vi torna ma scopre che la casa è sotto sigilli per un lontano omicidio dal quale poi più nessuno vi avrebbe mai abitato. Il camionista perplesso chiama i Carabinieri i quali sbloccano i sigilli, e entrando si accorgono che la casa è disabitata da tempo ma il camionista si accorge che sul divano vi era quella terribile macchia di caffè. Anche se nella villa non ci siano mai stati omicidi, entrando si scorge quel brivido di disagio che molte volte si trasforma in paura. Alcune persone entrando nella villa si sentirono tirare addosso terra e sassi ma senza capirne la provenienza. Un’altra storia sarebbe quella di alcuni ragazzi, che essendo in “gita”, si sarebbero fermati una notte a dormire nella villa. Nella notte uno di loro si sarebbe svegliato a causa di un rumore di catene e affacciandosi alla finestra avrebbe visto una sagoma verde che chiudeva il cancello. Gli unici abitanti di questa villa si dice che sarebbero gli sfollati in tempo di guerra, ma non e’ possibile ricostruire la verità di eventuali decessi, né tanto meno sapere se vi furono interventi delle forze naziste nella zona. “

SOPRALLUOGO DEL 19/4/2015

Siamo arrivati alla Villa in un pomeriggio soleggiato. Temperatura ideale, luce perfetta.

Sulla strada, prima di arrivare,  a circa due km di distanza dalla Villa, abbiamo cominciato a sentire qualcosa di indefinito. Io, “A” ho sentito il solito (diciamo così) brivido sul lato sinistro del corpo. “S” era inquieta. Abbiamo lasciato la vettura nell piccolo parcheggio a poche decine di metri dalla Villa, e ci siamo incamminati verso la strada statale con l’intenzione di avvicinarci.